Partenio di Nicea
Amori infelici
Alle radici del romanzo
Testo greco a fronte, a cura di Gianni Schilardi
pp. 192
10
[88-86211-01-5]

Con ogni probabilità, quando Lev Tolstoj scriveva la sua Anna Karenina, non era affatto suggestionato dalla lettura recente dell’operetta di Partenio, come ebbe invece a sostenere lo studioso americano Chauncey E. Finch, convinto che le vicende sfortunate di Alcione avessero fornito lo spunto al grande romanziere russo. Ma anche se l’ardita e affascinante ipotesi è stata esclusa con fondate argomentazioni, rimane indiscutibile la peculiarità degli Erotikà pathémata di evocare nel lettore moderno trame e situazioni “romanzesche”. Forse lo scopo della raccolta era davvero solo quello dichiarato di fornire all’amico Cornelio Gallo “temi” amorosi destinati a diventare epilli o elegie: il lettore degli Erotikà si sente tuttavia condotto in una sorta di “laboratorio” che proprio mentre seleziona la materia di canto per il poeta latino, allestisce una galleria di situazioni che, di fatto, sono già veri e propriplots da romanzo. Galleria povera di eroi tradizionali, malati di gigantismo e affollata invece di personaggi di sconcertante “modernità”: la tenera Polimela, un Odisseo mascalzone, la torbida Erippe convivono in una comune dimensione “letteraria” dominata da una sensibilità erotica incline al patetico. Sganciati dal proprio retroterra culturale, questi Amori infelici giungono a noi serrati in un enigmatico spazio di lettura, tra ciò che ragionevolmente sono, un ammiccante “manualetto per poeti” e ciò che potrebbero essere, una sorta di arca di Noè di un universo narrativo forse irrimediabilmente smarrito.